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Bronzo Fanciulla intreccia i capelliDivinità etnica in bronzo

Statua in bronzo La pettinatura
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K-059

Statua in bronzo La pettinatura

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Statua in bronzo COPIA di PAOLO TROUBETZKOY
Scultura in bronzo. Figura La pettinatura.
Altezza cm. 46. Provenienza Italia.

BIOGRAFIA PAOLO TROUBETZKOY. Nacque a Intra nel 1863, secondogenito di una famiglia cosmopolita: il padre, Pietro, discendeva da una famiglia di antica nobiltà russa; la madre, Ada Winas, era una nota cantante americana. La sua infanzia, come quella del fratello Pietro che diventerà pittore affermato, fu segnata da incontri decisivi con i più noti esponenti della scapigliatura lombarda. Nel 1883, per lo scarso interesse di Paolo verso gli studi, il padre lo mandò in Russia presso uno zio per curare gli interessi di famiglia, ma dopo pochi mesi il giovane decisie di dedicarsi interamente alla scultura e si trasferì a Milano. Dopo un breve apprendistato inizia a modellare dal vero. Espone per la prima volta a Brera nel 1886 "Un cavallo" e da allora partecipa alle principali esposizioni in Italia e all'estero. Nel 1898 è invitato dall'Accademia di Belle Arti di Mosca a tenere un corso di scultura. Conosce Leone Tolstoj e gli dedica alcuni ritratti. Nel 1900 partecipa all"'Exposition Universelle" di Parigi sia nella sezione italiana che in quella russa; l'anno successivo vince il concorso per il monumento allo Zar Alessandro III da erigersi a San Pietroburgo. Nei primi anni del secolo partecipa assiduamente alle più importanti esposizioni europee ed americane. Nel 1905, dopo un breve soggiorno milanese, si trasferisce a Parigi, d'ove presenta nel 1908 una mostra personale con circa cinquanta opere. A Londra esegue un primo ritratto di George Bernard Shaw. Nel 1909 è inaugurato il monumento allo Zar Alessandro III e a Troubetzkoy viene conferito l'ordine di San Vladimiro. Nel 1911 espone a Roma nella sezione russa e ordina una grande personale all'Hispanic Society di New York. Il successo della mostra lo induce ad esporre anche altrove: Chicago, St. Louis, Boston, Buffalo. In Italia R.Giolli è promotore di una petizione per riconoscere l'italianità di Paolo Troubetzkoy affinché  la successiva Biennale veneziana gli dedichi una sala.  Nel 1913 la I Secessione romana gli dedica una sala con più di ottanta sculture. Tornato in America per una mostra a New York nel 1914, vi rimarrà a lungo per lo scoppio in Europa della Grande Guerra.  Soltanto nel 1921 fa ritorno a Parigi da dove si allontanerà solo per i soggiorni estivi a Villa Cabianca sul Lago Maggiore. Nel 1923 la città di Pallanza gli commissiona il monumento ai caduti. Negli anni venti esegue alcuni celebri ritratti: quello di George Clemenceau, la statua di Puccini per il Teatro alla Scala, il busto di Mussolini. Negli anni trenta viaggia in Egitto ed espone al Cairo e ad Alessandria. Muore a Suna, presso Pallanza, nel 1938.

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A Magazzino: 1






 

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